Vezzano sul Crostolo: in camper e per sentieri con i bambini

Lo scorso week end abbiamo scelto un’altra meta come piace a noi: posto tranquillo e immerso nel verde,Vezzano sul Crostolo è stata una scelta azzeccata per un fine settimana rilassante trascorso tra i nostalgici ma consolanti colori della natura autunnale.

L’area sosta di Vezzano sul Crostolo

l'area sosta di Vezzano sul Crostolo
l’area sosta di Vezzano sul Crostolo

L’area sosta è situata poco fuori al paese (S.S. 63 angolo Via XXV Aprile), raggiungibile a piedi in una ventina di minuti. Si trova in prossimità di una vasta area verde, il Parco Pineta che è parte della più vasta area protetta delle colline Matildiche, subito dietro Reggio Emilia e alle porte dell’appennino tosco-emiliano. Su asfalto, illuminata e dotata di allaccio per energia elettrica e servizi di carico scarico. L’area è recintata ma le sbarre di accesso sono lasciate sempre aperte. Chiamato il gestore (“Bar Sport”) per sapere se l’area era aperta, ci ha detto che lui non sapeva molto in quanto non aveva ricevuto notizie da Comune. Su diversi siti è riportato un costo di 10 € a notte per l’area, ma al bar indicato ci hanno detto di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dal comune e, onestamente, non ci hanno fatto pagare alcunché per il nostro soggiorno (il comune il sabato e la domenica resta chiuso).

Percorsi dall’area sosta di Vezzano sul Crostolo: verso Pecorile

Siamo arrivati all’area sosta il sabato mattina con l’idea di percorrere parte del sentiero matildico che porta fino a Canossa e che parte poco dopo l’area sosta Pinetina.

il rpimo tratto di sentiero
il primo tratto di sentiero nei pressi dell’area sosta di Vezzano sul Crostolo

Lasciato il camper abbiamo percorso un sentiero che porta al parco pineta e che abbiamo lasciato per pretendere il sentiero 644/646 che porta verso Pecorile. Il sentiero sale abbastanza deciso verso la sommità di una collina (monte Grafagnana) offrendo scorci bellissimi sui calanchi di Vezzano tra una ricca vegetazione.

i colori del bosco attorno a Vezzano
i colori del bosco attorno a Vezzano
i colori del bosco
i colori del bosco

Siamo quindi arrivati ad un punto che ci ha offerto una sorpresa meravigliosa: arrivati in prossimità di una stretta frana seguendo una pista di impronte di ungulati (non abbiamo capito di che animali si trattasse) la terra chiara lasciava intravedere lingue rosseggianti a formare un variopinto e straordinario pavimento naturale.

il paviemnto naturale dei calanchi
colori di terra dei calanchi di Vezzano

Bello! e bello pure il paesaggio che ci circondava. Avremmo proseguito volentieri ma non avevamo fatto il conto con le previsioni del tempo: una leggera ma fitta pioggerellina ha presto nascosto alla vista il panorama circostante, consigliandoci di tornare verso il camper.

Percorsi dall’area sosta di Vezzano sul Crostolo: verso Vezzano

Pranzato all’asciutto del camper, al pomeriggio ci siamo diretti verso Vezzano. La strada per andare in paese a piedi è una mulattiera che ha inizio dalla parte opposta della statale rispetto all’area sosta, dalla  strada che porta all’Osteria Bruschetteria al Pan Brusee.

Da questa strada asfaltata, superato il ponticello sul torrente Crostolo si imbocca una carrareccia sulla sinistra e si prosegue sempre diritto, lungo il torrente fino ad arrivare a vedere il campanile della chiesa. Anche questa è un bella e tranquilla passeggiata, che è finita in un bar panetteria rifornitissimo di ogni bontà, meta ideale per una giornata uggiosa.

Percorsi dall’area sosta di Vezzano sul Crostolo: sentiero giallo del parco Pinetina

Il giorno seguente, con tempo decisamente più clemente, ci siamo diretti verso il parco Pineta dove abbiamo scelto di percorre il sentiero giallo, quello più lungo che consente di circumnavigare il parco quasi nella sua interezza, con bellissimi scorci sui calanchi circostanti.

Ci siamo quindi diretti sulla stradina che parte sulla sinistra dell’area sosta e poi abbiamo proseguito diretti all’ecoparco di Vezzano. Qui la segnaletica è molto chiara e non ci sono possibilità di perdersi. Superato un piccolo ponte, con un pannello informativo sulle tracce di ungulati che si trovano in zona (e se ne trovano tante!), si arriva a un cancello, chiuso ma non a chiave, superato il quale ci si ritrova in una bellissima area adibita a fattoria didattica (data la stagione non c’erano iniziative, altrimenti ce ne sono molte che si possono leggere sul sito del parco).

la fattoria del parco
la fattoria del parco

Qui i bimbi hanno potuto ammirare pavoni, animali da cortile e dato da mangiare alle caprette (una vera passione per i miei bimbi!). E qui abbiamo imparato che i pavoni volano :-)… il mio grande mi aveva appena chiesto:” mamma ma i pavoni volano???”. E io: “no fanno solo piccoli saltelli, sbattendo le ali, ma non volano”. Il pavone, probabilmente risentito, ha spiccato un volo fin quasi sulla cima di un alto pino nero della fattoria. Ehmmm i pavoni volano… così i bimbi hanno imparato che anche le mamme possono sbagliare :-).lungo il sentiero giallo del parco pineta

Per proseguire sul sentiero giallo, si deve uscire da un altro cancello e si arriva a un’area giochi molto bella, dove i bimbi hanno preteso un’altra sosta.

Lasciata alle nostra spalle l’area giochi abbiamo proseguito lungo il sentiero che si fa più stretto, ma sempre ben segnalato (marcatura gialla) che si inoltra in lieve pendenza nel bosco. Qui i pini neri ormai radi e molto sofferenti (un pannello informativo spiega che in genere crescono ad altezze più elevate) stanno lasciando il posto a un bosco di latifoglie (più comune in questa zona). Il bosco, anche in autunno, è bellissimo, ci siamo divertiti con le nostre cacce alla natura (tantissimi, data la stagione, i funghi di ogni tipo) e qui anche con la caccia alla traccia… ce ne sono proprio tante. Arrivati quasi in cima alla collinetta su un ampio pianoro ai confini del bosco, il percorso devia verso destra e offre ampie vedute sui calanchi emiliani.

panorami sui calanchi
panorami sui calanchi

Qui i segni gialli si sono fatti più radi, ma bisogna proseguire al limitare del bosco fino ad arrivare a un cartello indicatore dove inizia la discesa, ancora nel bosco, dove sono stati piantati alcuni cipressi. Qui la caccia al tesoro si è

il nostro paperino
il nostro “Paperino”, un po’ rielaborato 😉

fatta sorprendente… un pino nero morente con un fungo è diventata, con la fantasia dei bambini “Paperino!!!!”. Si è vero! Ecco qui il nostro Paperino :-).

Superato Paperino, si continua a scendere, fino ad arrivare in prossimità della fattoria, dove dopo l’ennesima pausa caprette, siamo rientrati in camper. Ancora una volta soddisfatti del nostro week-end nella natura.

 

 

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