la Regina della Neve: NO alla TV con una fiaba

Beh, non proprio alla TV, ma a quel che viene trasmesso in TV da un po’ di tempo a questa parte… Ecco com’è andata.

Qualche tempo fa siamo stati ad assistere ad uno spettacolo teatrale per i bimbi: “la regina della neve”…con un finale sorprendente e diverso da quello della fiaba di Andersen, in perfetto accordo con il nostro NO ai programmi televisivi attuali! Lo spettacolo è stato presentato da bravissimi giovani attori nell’ambito della rassegna teatrale “Assaggiamo il teatro”.

Ho riscritto la fiaba, abbreviandola (è una delle favole della Buona Notte e devo riuscire a raccontarla senza addormentarmi 😉 ) e modificandola un po’ in base al gusto dei miei bimbi, ed è così entrata, in questa versione modificata, a far parte delle Fiabe di Famiglia.

Riporto la nostra “Regina della Neve”, con il finale a sorpresa proposto durante lo spettacolo teatrale, idea geniale, assolutamente non mia…spero che nessuno se ne abbia a male!

 

PROLOGO

la tv rubata
C’era una volta, prima di tutto, uno specchio magico, creato dalla fata della conoscenza che voleva utilizzarlo per mostrare e far conoscere agli uomini tutte le meraviglie del mondo. Purtroppo, dopo pochi anni dalla sua creazione, un essere malvagio riuscì a rubarlo e, con una magia segretissima e molto efficace, lo trasformò totalmente. Lo specchio magico da allora divenne in grado di far sparire tutte le cose belle dell’esistenza e mostrare solo quelle brutte , facendole risaltare. Lo specchio, utilizzato dal cattivo diavolo per suo puro divertimento, fu diffuso in lungo e in largo nel mondo dai ciarlatani che partecipavano alla scuola di magia del diavolo (ehhhhh si, per divertirsi di più il diavolo aveva creato una scuola di magia!). I maghi ciarlatani riuscirono a far credere che lo specchio fosse un grande prodigio magico, che avrebbe potuto mostrare agli uomini tutte le Verità, come realmente vanno gli affari del mondo e la storia degli uomini. Alla fine non ci fu più un solo uomo, un solo paese che non fosse sotto l’influenza dello specchio che, ricordo sempre ma mai abbastanza, faceva sparire tutto il bene e mostrava solo il male del mondo.

Un giorno i maghi vollero portare lo specchio verso il cielo, per far sparire persino gli angeli, ma inciamparono in una nuvola e lo specchio si ruppe in mille pezzi. I piccoli frammenti dello specchio volarono in tutto il mondo finendo negli occhi degli uomini, che videro in questo modo tutto storto, solo il lato peggiore delle cose. Alcuni frammenti poi volarono nel cuore di alcune persone, che divenne freddo come ghiaccio, una di queste era una bellissima regina che per questo fu chiamata “la Regina della Neve”…

LA REGINA DELLA NEVE

E c’erano una volta, poi, due bambini: uno chiamato Kai e una chiamata Gerda che vivevano vicini ed erano molto molto amici.
Gerda amava molto i fiori e soprattutto le rose che crescevano nel piccolo giardino pensile che divideva le loro due case. Ai bimbi, come a tutti i bambini del mondo, piacevano molto le fiabe, che, si sa, hanno sempre un fondo di verità. In particolar modo i bimbi amavano la fiaba che la nonna di Kai raccontava loro sulla Perfida Regina delle Nevi. “Vola sulla sua slitta di ghiaccio porta aria gelida e ricopre i campi di neve. Paralizza i fiori con la brina e ghiaccia i fiumi e i laghi. Il suo cuore è di ghiaccio e vorrebbe che anche quello degli altri fosse come il suo.”

Un giorno d’inverno i due amici erano affacciati alla finestra delle loro case a chiacchierare allegramente del più e del meno nonostante il freddo e il vento gelido che fischiava intorno alla casa. In quel giorno un piccolo frammento dello specchio magico entrò in un occhio del giovane Kai e gli arrivò fino al cuore.
Lì per lì Kai lanciò un urlo di dolore ma poco dopo stava ridendo di nuovo, felice. E Gerda non ci pensò più.
Il giorno dopo però, la giovane fanciulla incontrò Kai che stava andando a giocare con il suo slittino. «Posso venire anch’io?» chiese. Ma Kai rispose in malo modo, come non aveva mai fatto : «No davvero! Sei solo una stupida ragazzina! Voglio stare da solo!»
Gerda fu molto ferita da quel che il ragazzo disse, perché non sapeva della scheggia che gli era entrata nel cuore… e se ne tornò lemme lemme verso casa.

Nel frattempo Kai raggiunse la sommità della collina vicino al villaggio e, nella vallata sottostante, vide una grossa slitta bianca condotta da una bellissima donna. Incuriosito, si avvicinò. La donna, che non era altri che la Regina della Neve, ordinò a Kai di salire sulla sua slitta. Il ragazzo, affascinato dalla bellezza della Regina e totalmente in suo potere per via della scheggia di ghiaccio, obbedì prontamente. Infatti era stata proprio lei, invidiosa dell’amicizia tra i due ragazzi e infastidita dal calore delle loro risate, a mandare il vento che aveva fatto entrare il ghiacciolo nel cuore di Kai. Fu così che la regina mise termine alla loro bella amicizia.

Arrivati al palazzo, la Regina della Neve mise Kai davanti ad uno specchio magico costruito con uno dei frammenti più grandi dello specchio originale (ricordate? ne abbiamo parlato prima!) e il ragazzo rimase incantato a guardare, guardare, fissare lo specchio che, pensava il curioso Kai, stava mostrando lui tutta la Verità. Kai, totalmente assorbito dalle immagini mostrate dallo specchio dimenticò presto chi era, si scordò di Gerda, della nonna e della sua casa.

Ben presto in paese si diffuse la notizia della scomparsa di Kai e Gerda pianse amaramente. Tutti  lo davano per morto, forse sepolto dalla neve con il suo slittino. Gerda però non si dava pace, perché sentiva che il suo Kai era ancora vivo, e forse in pericolo.

A primavera, quando il ghiaccio aveva lasciato il posto al sole, Gerda iniziò a cercarlo dal fiume perché sapeva che faceva tanta strada e forse, nel suo percorso, aveva incontrato Kai. Così la ragazza, che aveva ancora un cuore puro e sapeva ascoltare la voce della natura, chiese al fiume: “Hai visto il mio amico Kai?”. In quel momento una barchetta vuota le venne incontro. Gerda salì pensando che il fiume l’avrebbe portata da Kai. Certamente, la giovane aveva paura, ma l’amore per il suo amico e la speranza di ritrovarlo, insieme, la spinsero a continuare.
La barca approdò nei pressi di una casetta circondata da un bellissimo giardino pieno di fiori e alberi carichi di bacche di un bellissimo color rubino. Lì Gerda incontrò una vecchietta intenta a curare i fiori del suo bellissimo giardino. “Hai visto il mio amico Kai?” chiese la ragazza. “No” rispose la vecchietta, “Ma entra in casa, se mi racconterai meglio la tua storia, forse potrò aiutarti”. Ora, dovete sapere che la vecchietta era una maga. Non una maga cattiva, ma molto, molto sola. Così aveva pensato di tenere la fanciulla con sé, per avere un po’ di compagnia.  Mentre la ragazza le raccontava la sua storia, con la testa appoggiata sul suo grembo, la vecchietta le pettinava i capelli con un pettine magico che presto cancellò tutti i ricordi dalla mente della giovane, persino quello di Kai!
I giorni passavano e passavano, venne l’estate, l’autunno, un nuovo inverno e poi ancora primavera. In una mattina di sole,  mentre si occupava dei fiori del giardino, vide un cespuglio pieno di bellissimi fiori…Gerda ne rimase incantata…erano…rose! Riconosciuti i fiori, Gerda si ricordò immediatamente della sua casa, della sua storia e…di Kai!
“Devo andar via!” gridò e la sua voce svegliò una grossa cornacchia nera che gracchiò: “Che succede? Chi sei tu che urli?”. “Sono Gerda…Devo trovare il mio amico Kai… L’hai forse visto?”

“Si, qualche giorno fa ho visto un giovane che è passato di qui. Ha conosciuto una bellissima principessa, se ne è innamorato e si è sposato con lei”

Gerda sorrise perché, anche se voleva bene a Kai dal più profondo del cuore e avrebbe voluto stare sempre in sua compagnia, sapeva che l’amore deve essere libero ed era contenta che il suo grande amico fosse diventato principe. Così disse al corvo” Mi porti da lui?”. Il corvo, che naturalmente era un corvo magico, in un battito d’ali portò Gerda nel castello. Qui la ragazza si accorse che il principe non era Kai, così scoppiò a piangere. Il principe che aveva un gran cuore, commosso per la storia della ragazza, regalò lei una carrozza magica, per aiutarla a ritrovare il suo amico. Gerda, rincuorata da questo gesto gentile, si rimise in cammino.

E arrivò in una foresta dove incappò in un gruppo di terribili briganti che volevano rapinarla. Poiché Gerda non aveva nulla, decisero di ucciderla. Ma la figlia del capo dei briganti che, in quella foresta non incontrava molto spesso altri bambini, implorò il padre: “Non ucciderla, voglio giocare con lei”!

Così le due fanciulle divennero amiche e quando questo accadde Gerda le confidò la storia di Kai. Un giorno poi una renna, che i briganti avevano rapito e che si trovava lì con loro, sentita la storia disse: “io ho visto Kai, è stato rapito dalla Regina della Neve. Per ritrovarlo chiedi aiuto alla donna di Lapponia, recati da lei”. La giovane figlia del brigante, che in fondo in fondo aveva un cuore d’oro, disse allora a Gerda che l’avrebbe aiutata a scappare e chiese alla renna di condurla dalla donna di Lapponia.

Dopo un lungo viaggio, dopo aver sopportato freddo e fame, Gerda arrivò dalla donna di Lapponia cui raccontò la sua storia e le chiese di aiutarla. La donna di Lapponia così rispose: “Gerda tu hai fatto tanta strada, ma io non ti posso aiutare. Hai molto viaggiato, hai avuto paura, patito freddo e fame. Sai ascoltare la natura, sai capire il tuo cuore. Tu, da sola, hai la forza di aiutare il tuo amico, non hai bisogno del mio aiuto. Recati al castello della Regina della Neve, lì troverai Kai e saprai aiutarlo”.

La donna di Lapponia indicò a Gerda la strada e la fanciulla corse a perdifiato verso il castello dove vide Kai, intento ancora a guardare lo specchio magico. “Kai, Kai” urlò la ragazza, ma Kai non l’ascoltava, nemmeno si girava verso di lei. Incantato com’era dal finto mondo dello specchio magico, aveva un cuore di ghiaccio e non era più in grado di essere risvegliato, nemmeno dalla Vera Amicizia. Gerda però non si diede per vinta, vide che lo specchio magico aveva un pulsante, vicino a una piccola luce rosse. E Gerda fece quello che Kai, sotto l’incantesimo dello specchio, non era mai riuscito a fare: schiacciò il pulsante e … lo specchio magico si spense. Poi abbracciò l’amico che, finalmente, liberato dall’influsso dello specchio, riuscì a sentire il calore della Vera Amicizia. Il ghiaccio nel cuore di Kai si sciolse e finalmente, piangendo, abbracciò l’amica. I due iniziarono a ballare e ballarono ballarono ballarono fino al cielo.

E così finisce la loro storia.

Ma non la nostra. Perché gli specchi, quelli magici che fanno vedere tutto brutto, si sono sempre più diffusi nel mondo. Sono ovunque.

Ma forse un giorno una ragazza come Gerda, forse proprio la stessa Gerda, saprà spegnere ancora e per sempre la magia degli specchi…

La versione integrale della fiaba si può leggere su Tiraccontounafiaba, bellissimo sito dedicato alle fiabe per bambini. Se hai bimbi e non lo conosci, facci una visita, ne vale la pena!

 

CONSIGLI DI LETTURA

se volete una versione molto bella del libro (sia per la storia che per le bellissime immagini di questo grande libro) la potete trovare a questo link. Noi ce lo siamo regalati recentemente e l’ho regalato ai bimbi di amici perchè, grande e curato, rappresenta un’ottima idea regalo.

 

 

 

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