La dichiarazione di interdipendenza tra esseri umani e ambiente

dal sito dell'associazione david suzuki

dal sito dell’associazione david suzuki

Di recente ho letto al mio bimbo più grande, ancora piccolo ma sempre curiosissimo di capire quel che accade nel mondo, un articolo apparso su Internazionale (il giornale di papà :-)) che parlava degli effetti allarmanti degli incendi che stanno devastando l’Indonesia, applicati dagli agricoltori di palme da olio. Alla domanda preoccupata: “ma mamma, l’Indonesia è lontano vero?” la mia risposta è stata sincera: “non abbastanza, il pianeta su cui viviamo è uno solo tesoro”. Non voglio terrorizzare i miei figli, ovviamente. Ma voglio che crescano con la consapevolezza che tutto tutto quel che accade nel mondo in termini ambientali (e non solo) ci coinvolge. Ho cercato qualcosa di scritto da poter leggere assieme. E ho trovato in rete (e sottoscritto) una dichiarazione di interdipendenza tra esseri umani e ambiente dell‘associazione canadese per la salvaguardia dell’ambiente fondata da David Suzuki, biologo e ecologo la cui attività a favore dell’ambiente e dell’educazione ambientale ha ricevuto numerosi riconoscimenti. E un testo abbastanza difficile per un bimbo, ma se letto assieme e spiegato è, secondo me, meravigliosamente vero e efficace.

La dichiarazione di cui parlo e che linko qui  è stata tradotta in numerose lingue. Non in italiano. L’ho tradotta per i miei bambini, perchè vorrei trasmettere loro questi pensieri e perchè questo scritto è veramente centrato su quel che penso. Mi permetto di riproporla, tradotta a mio modo (mi scuso per eventuali inesattezze), in questo spazio, sperando che anche altri che non la conoscono possano apprezzarne i contenuti e proporla ai più giovani. Come moto comune non solo dell’associazione canadese ma dell’umanità intera.

La dichiarazione di interdipendenza tra esseri umani e ambiente

QUESTO E’ CIO’ CHE SAPPIAMO
Noi siamo la terra, attraverso le piante e gli animali che ci danno nutrimento.
Noi siamo la pioggia e gli oceani che scorrono nelle nostre vene.
Noi siamo il respiro delle foreste della terra e delle distese di alghe del mare.
Noi siamo animali di specie umana, in relazione con tutti gli altri esseri viventi in qualità di discendenti di un’unica cellula da cui deriviamo.
Condividiamo con questi nostri parenti una storia comune, scritta nei nostri geni.
Condividiamo lo stesso presente, carico di incertezze.
E condividiamo lo stesso futuro, ancora non prevedibile.
Noi esseri umani siamo solo una delle trenta milioni di specie che danno origine al flebile soffio della vita che pervade il pianeta.
La sopravvivenza delle comunità degli esseri viventi dipende dal manenimento di questa diversità.
Legati in questa tela, siamo interconnesi —
usando, scegliendo, condividendo e reintegrando gli elementi fondamentali della vita.
La nostra casa, il pianeta Terra, è finito; tutte le forme di vita condividono le stesse risorse
e l’energia del sole, perciò hanno una limitata capacità di crescere oltre un certo limite.
Per la prima volta, abbiamo toccato questo limite.
Quando danneggiamo l’aria, l’acqua, il suolo e le varietà delle specie viventi,
noi rubiamo al futuro senza fine, per soddisfare il fugace presente.
QUESTO E’ CIO’ CHE CREDIAMO
Gli esseri umani sono diventati così numerosi e i nostri mezzi così potenti
che abbiamo condotto all’estinzione specie con noi conviventi, abbiamo imprigionato, arginandoli, i gradi fiumi,
abbaimo abbattuto antiche foreste, avvelenato la terra, la pioggia e il vento e creato buchi nel cielo.
La nostra scienza ha portato dolore così come la gioia; il nostro benessere è causa della sofferenza di milioni di altri esseri viventi.
Stiamo imparando dai nostri errori, siamo fortemente dispisciuti per i nostri parenti scomparsi, e ora stiamo costruendo una nuova politica di speranza.
Noi rispettiamo e sosteniamo l’assoluta necessità di aria pulita, acqua e suolo.
Noi pensiamo che le attività economiche a beneficio di pochi che riducono il patrimonio di molti altri siano sbagliate.
E dal momento che il degrado ambientale erode il capitale biologico per sempre,
ogni attività di sviluppo deve tenere in piena considerazione il costo ecologico e sociale che ne deriva.
Siamo solo una breve generazione nella lunga strada del tempo; il futuro non è nostro, non lo possiamo cancellare.
Allora, dove le conoscenze sono limitate, ci ricordiamo di tutti coloro che cammineranno dopo di noi,
e procederemo con grande cautela.
 
QUESTO E’ CIO’ CHE DECIDIAMO

Tutto ciò che sappiamo e crediamo ora deve diventare il fondamento del nostro modo di vivere.
A questo punto di svolta nel nostro rapporto con la Terra,
noi lavoriamo per una evoluzione: dal dominio alla condivisione;
dalla frammentazione alla connessione; dall’insicurezza,
all’interdipendenza.

Sarebbe bello, veramente bello, nonchè utile, anzi essenziale se questa dichiarazione e i concetti espressi fossero compresi e diffusi da chiunque, ovunque. Purtroppo ho l’impressione che così non sia. A parte le parole (tutto sommato poche) spese dopo il summit Cop21 di Parigi, i disastri ambientali (Indonesia e Brasile per citarne due recenti e di vaste prporzioni), in questo periodo di grandi tensioni politiche ed economiche, sembrano passare in secondo piano. La mia impressione è che chi si occupa o preoccupa delle questioni ambientali sia visto più come un peso che come una preziosa risorsa. Sempre o quasi. L’aspetto economico-produttivo ha quasi sempre la priorità su quello ambientale. Per me non è più così. Ogni cosa, qualsiasi oggetto animato o inanimato, qualsiasi azione o reazione, TUTTO è legato e interdipendente in un ciclo senza fine. La dichiarazione di interdipendenza esprime a meraviglia quel che sento e vorrei trasmettere ai miei bimbi.

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