Il Prof. Franco Berrino e la sindrome metabolica

la sindrome metabolicaQualche sera fa ho partecipato a un incontro tenuto (nel paese in cui vivo) dal Prof. Berrino, oncologo che lavora all’istituto dei Tumori di Milano (con più precisione al campus Cascina Rosa), che si sta occupando ormai accertata correlazione tra alimentazione e sviluppo di numerose malattie “moderne” tra cui i tumori. L’incontro è stato, come sempre, interessantissimo (avevo già avuto modo di ascoltare alcune video-lezioni e interviste pubblicate da Berrino) e riporto qui alcuni stralci, quel che mi ricordo (aggiungendo i rimandi ad alcuni lavori che il prof. ha citato e che mi sono letta). Per approfondire potete utilizzare il materiale che il prof. ha messo online sul sito di Cascina Rosa.

la sindrome metabolica

Innanzitutto il professore ha definito cos’è la sindrome metabolica, della sua correlazione con l’nsorgenza di diverse patologie “moderne” e, alla fine, del progetto (MeMeMe) che sta partendo all’istituto dei tumori per cui stanno reclutando persone.

Ma, procedendo con ordine, che cos’è la sindrome metabolica? E’ una condizione patologica, cioè uno stato dell’organismo favorente lo sviluppo di diverse malattie (che poi elencherò), e che è diagnosticata sulla base della presenza in un paziente di 3 o più di questi 5 sintomi (secondo le linee guida della WHO, World Health Organization):

  • Circonferenza vita superiore a 85 cm (nelle femmine) e 100 cm (per i maschi). Questo parametro è in relazione a un eccesso di grasso corporeo, e, in particolare con un eccesso di grasso corporeo nella regione addominale.
  • Pressione arteriosa maggiore di 85/130 (minima/massima)
  • Glicemia >100 mg/100ml
  • Trigliceridi> 150 mg/100ml
  • Colesterolo HDL (colesterolo buono)<50 mg/100ml

Altri sintomi che possono poi essere più o meno variabilmente riscontrati in caso di sindrome metabolica sono: resistenza all’insulina, infiammazione diffusa, stress ossidativo elevato, tendenza alla trombosi, infiammazione dell’endoteilio dei vasi, acidi urici elevati nel sangue. Ma i principali sintomi riconosciuti per definire la sindrome metabolica sono i 5 elencati in presenza.

Quali malattie si possono sviluppare con maggior frequenza quando un individuo ha la sindrome metabolica?

Tantissime e le più frequenti della nostra società. Ecco un elenco sicuramente non esaustivo sia perché non sono riuscita ad annotarle tutte, sia perché ne vengono scoperte sempre nuove: diabete, malattie cardiache, alcune forme di tumori, demenze, osteoartrite, calcoli epatici, malattie autoimmuni, malattie autoimmuni (come l’artrite reumatoide), malattie oculari (cataratta, glaucoma, retinopatie), steatosi epatica non alcolica (un accumulo di grasso nel fegato che porta ad alterazione della sua funzionalità).

Secondo lo studio dell’ European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) che si è concluso nel 2008 (qui il report) la mortalità degli individui varia al variare dell’indice di massa corporea (BMI che si calcola dividendo il peso per l’altezza elevata al quadrato – BMI=p/hxh). Se BMI è superiore a 25 la mortalità aumenta. Se BMI è sotto 25 la mortalità aumenta, un po’ meno ma aumenta. Si è poi capito che quest’ultimo risultato dipendeva da persone magre ma con un accumulo di grasso nell’addome (i magri con la pancia). Queste persone, pur avendo un BMI ridotto hanno un girovita elevato, quindi la loro mortalità aumenta. Il parametro che è stato considerato importante quindi non è il BMI ma la circonferenza vita (indice dell’accumulo di grasso addominale). Maggiore è questo parametro, maggiore è la mortalità. La mortalità poi è correlata all’attività fisica: l’inattività porta a una mortalità maggiore.

il cibo e la sindrome metabolica

E’ stato pubblicato nel 2011 il risultato di uno studio (qui l’articolo originale) che ha preso in esame i risultati di 3 diversi studi condotti negli Stati Uniti su un gran numero di individui. In questo studio (che ritengo valido in quanto ha preso in esame un gran numero di individui seguiti dai 16 ai 20 anni) è stato valutato quali cibi sono maggiormente correlati all’incremento di peso corporeo (quindi favoriscono lo sviluppo di sovrappeso e obesità) e quali invece sono correlati ad una riduzione del peso degli individui coinvolti. Ecco una figura tratta e opportunamente modificata dall’articolo riportante i risultati dei 3 studi (in rosso gli alimenti che hanno causato un aumento di peso, in verde gli alimenti il cui consumo è correlato ad un effetto opposto, cioè a una perdita di peso): per vedere meglio la figura basta cliccarci sopra.

cico e peso
Correlazione tra consumo di cibi e variazione del peso corporeo (rilevato ogni 4 anni (tratto e modificato da: Changes in Diet and Lifestyle and Long-
Term Weight Gain in Women and Men; N Engl J Med 2011;364:2392-404.)

Quello che è risultato evidente è che il consumo di patatine fritte e patate è quello più fortemente correlato ad un aumento di peso. Un aumento di peso è dato anche dal consumo di carni rosse e derivati che inducono un aumento di peso superiore al burro e ai dolci e dessert. Altro risultato sorprendente: il consumo di farine bianche raffinate (e prodotti derivati, come il pane bianco) è correlato ad un aumento di peso. Ancora: il consumo di formaggio ha dato risultati contrastanti e comunque risulta meno correlato all’aumento di peso rispetto al consumo di prodotti fatti con farine raffinate!

Il consumo di verdura, frutta secca, farina integrale (e prodotti derivati), frutta e yogurt è invece correlato ad una diminuzione del peso.

Tra le bevande: la maggiore correlazione con l’aumento di peso è risultato dal consumo di bevande industriali zuccherate (ad es: Coca, Fanta, Estatè…e altre “delizie” (si fa per dire) di questo tipo), seguiti dai succhi di frutta (anche 100% frutta, forse perché privi delle fibre? Non so). Correlazione inversa è stata osservata per il consumo di latte intero e bevande industriali non zuccherate (in questo caso attenzione però alle atre sostanze contenute!!!)

I risultati di questo studio sembrano essere validi perché: condotto su un gran numero di individui seguiti per un 16-20 anni, nello studio si tiene conto anche di numerosi altri fattori (attività fisica, sigarette, sonno, visione della TV…e tanti altri) che possono influire sul peso e i risultati sono stati normalizzati – quindi indipendenti da questi comportamenti.

Secondo quanto detto dal prof. Berrino (in linea con quanto riportato nella citazione precedente) il consumo di proteine (sia animali che vegetali, anche legumi e tofu sono quindi da limitare) è uno tra i principali cause dell’obesità. Quindi come spiegare l’effetto dimagrante di diete come la DuKan che promuovono il consumo quasi solo esclusivo di proteine? Il dimagrimento dipende in questo caso da un effetto tossico dell’eccesso di proteine, che intossicano il sistema nervoso (il centro dell’appetito) e l’organismo, per cui semplicemente non si ha più appetito (quando non si sta bene non si ha in effetti grande appetito), ma non appena si smette la dieta si recupera il peso molto rapidamente.

Quindi una scorretta alimentazione ha conseguenze serie per la nostra quotidianità. Ecco perché c’è tanta obesità in giro e tante patologie gravi ad essa correlata. Se all’alimentazione scorretta aggiungiamo la sedentarietà il gioco è fatto.

Alimenti che predispongono l’insorgenza della sindrome metabolica sono un eccessivo consumo di grassi trans (di produzione industriale) e saturi (che si trovano soprattutto in grassi di origine animale), di cibi raffinati  ad alto indice glicemico (come la farina bianca, lo zucchero bianco),di patate, un eccesso proteine, un eccesso sale, l’eccesso di bevande alcoliche.

Alimenti protettivi sono gli acidi grassi insaturi (che si trovano in oli vegetali, con alcune eccezioni), omega 3 (presente in misura preponderante in pesce e erbe selvatiche) , l’attività fisica, la dieta mediterranea.

la dieta mediterranea come alleato contro la sindrome metabolica

Per dieta mediterranea si intende però non la nostra moderna dieta fatta di cibi estrememente raffinati e, ancor peggio, di produzione industriale, ma la dieta mediterranea di una volta, fatta di cereali NON raffinati, legumi, verdure, noci nocciole mandorle, frutta, qualche volta pesce, solo raramente carne e formaggio, un bicchiere al dì di vino.

La sindrome metabolica e alcune delle patologie (almeno in fase iniziale) ad essa associate regrediscono dopo pochi anni cambiando il regime alimentare (a favore di una dieta mediterranea, come descritta in precedenza). Per di più la dieta mediterranea ha anche un effetto protettivo nei confronti dell’insorgenza di diverse malattie: la probabilità di sviluppare patologie come diabete, glaucoma, retinopatie, malattie cardiocircolatorie (ictus, infarti), malattie neurologiche (Alzheimer, Parkinson) è strettamente correlata alla presenza dei sintomi della sindrome metabolica. clicca qui per saperne di più

La buona notizia è che con un regime dietetico controllato (dieta mediterranea) alcune patologie possono regredire: è stato osservato per il diabete, la steatosi epatica non alcolica, l’angina (restringimento delle coronarie), l’aterosclerosi, l’artrite reumatoide, l’ipertensione. Per far regredire queste malattie basta seguire una dieta controllata, non servono pastiglie (con gli effetti collaterali che SEMPRE si portano dietro), serve solo seguire una dieta mediterranea “vecchio stile”. E anche per i tumori il prof, Berrino ha detto che esiste una stretta correlazione tra insorgenza di alcuni tipi di tumore e dieta.

Quando si va dai medici adesso per qualsiasi cosa viene proposta la magica pastiglietta…anche a persone giovani, anche agli inizi dei sintomi!! Ma basterebbe modificare le abitudini alimentari…non magiare chissà che, ma mangiare in modo sano!! Purtroppo queste informazioni non sono granché diffuse…perché, anche a detta del prof, il PIL aumenta di più se ci ammaliamo di più :-(. Mi è venuto da piangere: di gioia perché mi sembra tutto così semplice e ragionevole (siamo quel che mangiamo, il cibo sia la tua medicine e la medicina sia il tuo cibo -Ippocrate), ma anche di rabbia perché come sempre riusciamo a complicare tutto così tanto in nome dei soliti soldi. Io ho un rigetto da PIL 🙁 , :-).

Il prof. Berrino sta iniziando un progetto a Cascina Rosa che si chiama Me. Me. Me (sindrome metabolica, dieta mediterranea e metformina) per cui sta reclutando persone. Se interessati (secondo me rappresenta un’ottima opportunità anche per imparare), per saperne di più fate sempre riferimento al sito di Cascina Rosa.

Nel corso della serata ha acquistato e in seguito letto questo interessantissimo libro scritto dal prof. Berrino

-Alimentare il benessere.Come prevenire il cancro a tavola.

il testo, estrememente chiaro e comprensibile a tutti, tratta in modo approfondito degli argomenti già esposti nell’articolo e offre alcune ottime ricette che consentono di riavvicinarsi ad una alimentazione meno “raffinata” e decisamente più sana.

il libro può essere acquistato qui

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