Cattiva maestra televisione

La televisione è parte integrante della nostra quotidinità, è ovunque, c’è chi ne ha sparse in ogni ambiente della propria abitazione, ieri l’ho vista installata in un auto, c’è al ristorante, dal parrucchiere, nei negozi più vari, ovunque…non in casa nostra.

Dopo il suo ingresso nelle case italiane, la TV dilaga (46° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2012). E’ un elettrodomestico così diffuso che possederlo e utilizzarlo è considerato non solo normale, ma quasi un dovere…chi non ce l’ha come la sottoscritta si è sentita chiedere: ma come ti informi? ma i bambini non si sentiranno esclusi dai loro compagni? ma come fai? ma…?

Qualsiasi critica ad un uso inopportuno della televisione viene tacciata di eccessivo moralismo, di comportamento antiquato e spegnere la TV a un bambino, atteggiamento applicato con estrema riluttanza, è cosiderata una punizione. Perchè quindi la scelta di fare a meno di questo elettrodomestico così diffuso? La televisione non puo’ essere un modo per divertirsi? Non ha o non può avere un ruolo educativo che possa favorire una sana crescita e un arricchimetno delle conoscenze dei nostri bimbi?  Leggere (ad esempio “cattiva maestra televisione”, titolo di un bel libretto di Popper sull’argomento) mi ha dato la possibilità di trovare una risposta alle perplessità poste da altri genitori, convincendomi sempre più della bontà della nostra scelta.

La Televisione: Una Ladra di Tempo

La TV è una “ladra di tempo” e il tempo è un’unità di misura assai utile perchè, a differenza delle ricchezze e delle opportunità, è un bene identico per tutti. [K.R. Popper – Cattiva mastra televisione].

La telvisione “rende più poveri, crea mancanze” sia a noi che (soprattutto) ai nostri figli. Perchè? Il tempo sottratto dalla televisione è tempo che i nostri figli potrebbero dedicare a giocare, a sfogliare un libro, a parlare con i genitori o con i compagni, a socializzare. Il tempo dedicato alla televisione è tempo in cui i bambini concentrano la loro quasi più assoluta attenzione a uno schermo, inattivi e socialmente isolati. Concentrati su contenuti molto spesso “poveri” di senso.

I contenuti: la TV bugiarda

I bambini si approciano alla TV in modo molto diverso dagli adulti, che per lo più guardano la televisione per divertimento, ben consapevoli di ciò che è reale e di ciò che è pura fantasia (almeno, dovrebbe essere così…anche se non ne sono poi tanto convinta). Per i bambini è diverso: i bambini, soprattutto quelli molto piccoli, non sono in grado di distinguere tra fantasia e realtà, e utilizzano la TV per capire il mondo. I bimbi sono letteralmente “catturati” dalla TV.  Per questo è una comoda baby-sitter, sempre disponibile, basta schiacciare un’interrutore ed è lì pronta per voi, divertente e molto efficace. Cosa c’è di male? Che molto spesso i contenuti dei programmi televisivi non sono adeguati ai bambini; e i bambini, lasciati soli davanti alla TV, non sono in grado di scegliere quello che fa per loro. Quello che i bambini vedono passa per una descrizione attendibile di un possibile modo di vivere. Ma qual’è o quali sono i modi di vivere proposti dalla televisione?

I contenuti: la TV violenta

la violenza in Televisione

Cartoni animati…che male possono fare? Li vedono tutti gli amichetti dei miei figli…Ci sono cartoni animati così infarciti di scene violente da rasentare un film dell’orrore. E spesso mostrano personaggi che, anche se colpiti a morte, caduti, sottoposti ad ogni sorta di violenza, poi si rialzano tra mille risate e il divertimento (ma sarà normale divertirsi davanti a scene violente?) ricomincia. Per i bambini (almeno i piccoli) queste situazioni sono reali , così come esiste il lupo delle favole, esiste il personaggio che si disintegra e poi ricomincia a vivere. Qui e qui una trattazione  completa e esaustiva degli effetti su bambini delle diverse età della violenza in TV.

I contenuti: la pubblicità

pubblicità Certo le trasmissioni televisive, facilmente fruibili da chiunque, potrebbero avere un ruolo educativo, nessuno lo nega, ma non così come sono strutturate adesso.
Le trsmissioni televisive, quelle realizzate dalla televisione commerciale (quindi da tutte le emittenti televisive), hanno un solo scopo primario: quello di vendere, di stimolare non solo la visione dei programmi televisivi stessi, ma anche i consumi. I programmi televisivi non esisterebbero senza pubblicità. I cosiddetti programmi educativi, messi in onda sui canali telvisivi più disparati, sono infarciti di pubblicità. E i bambini sono spinti a diventare spegiudicati consumatori, senza limiti. Sapete cosa succede quando un bimbo vede un gioco nuovo in mano a un amichetto, vero? Il bimbo lo vuole. I bimbi sono fortemente attratti da ogni novità: fortunatamente la curiosità è nella loro natura. I pubblicitari questo lo hanno capito, e sfruttano il meccanismo, perchè dietro ogni bambino c’è un genitore – potenziale acquirente.  E gli spot sottolineano valori egoistici, da rado si pone l’accento su valori altruistici (devono spingere a far volere qualcosa che renderà migliore, più bella la nostra esistenza, suscitando in genere l’invidia di coloro che la tal cosa non la possono avere). Negli USA, ricerche condotte dalla  American Psychological Association (APA) mostrano che i bambini di età inferiore agli otto anni sono incapaci di comprendere in modo critico i messaggi televisivi pubblicitari e sono soggetti ad accettare i messaggi pubblicitari come veritieri, accurati, reali.

La televisione: inattività e obesità

Ci sono programmi educativi che insegnano ai bambini a fare determinate cose, dal lavoretto più semplice ad apprendere magari una lingua. Ma, secondo voi, per un bambino che ha competenze sia motorie che verbali minime o limitate, è più utile osservare altri fare o esercitarsi lui stesso, con il gioco, con il inguaggio, per conquistare le competenze che gli stessi “programmi educativi” vorrebbero far acquisire? E questi programmi non sono comunque infarciti di pubblicità?

Quindi niente TV commerciale.

Ma vedere film, documentari, DVD selezionati escludendo ogni forma di pubblicità? Si, anche se ancora con moderazione. E’ infatti dimostrato che stazionare davanti alla TV costringe il bambino a una inattivatà che non gli è naturale, congeniale e, oltre agli spot che pubblicizzano “cibi spazzatura” (merendine, patatine ecc…), sarebbe anche la stessa inattività a cui la TV costringe a determinare problemi di sovrappeso e alterazioni metaboliche nei bambini.

ecco un’altra voce fuori dal coro: leggete l’opinone di un pediatra sull’argomento qui

Ho scritto questo articolo dopo aver letto il libro “cattiva maestra televisione” di popper e altri approfondimenti disponibili gratuitamente online.

Consigli di lettura
Un’altra voce fuori dal coro e sicuramente più autorevole della mia sull’argomento bambini e televisione è esposta in modo molto chiaro in questo libro di Popper: cattiva maestra televisione”. Il libretto si legge facilmente in poco tempo, non è assolutamente un “mattone” difficile da digerire e offre una marea di spunti interessanti su cui riflettere. Non solo sul rapporto tra bambini e televisione ma anche sulle conseguenze che l’utilizzo di questo elettrodomestico ha comportato a livello dell’intera società.
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Altro libro che analizza l’effetto dell’utilizzo dei nuovi media sulla società è un libro di Noam Chomski, filosofo amaricano, voce fuori dal coro (ma fa parte del “coro” della rivista “Internazionale”) che da sempre analizza e cerca di mettere in luce le stategie usate dal potere per manipolare la società. In questo libro “Media e potere” analizza appunto i metodi di comunicazioni di massa utilizzati dai poteri forti per esercitare un controllo sulla società.
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